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"Pit": apre a Napoli il primo museo italiano dedicato a Bruce Springsteen
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"Pit": apre a Napoli il primo museo italiano dedicato a Bruce Springsteen

di  Giovedì 18 ottobre 2018 3 min Letto 26.445 volte
NAPOLI – Centinaia di libri e riviste, vinili rari, locandine autografate e oggetti che si riferiscono a lui: il “Boss”. Il 27 ottobre prossimo sarà infatti inaugurato a Napoli il primo “museo” dedicato al grande rocker americano Bruce Springsteen.

Lo spazio culturale, allestito dal fan club “Pink Cadillac”, prenderà il nome di “Pit”: un chiaro riferimento all’area situata a ridosso del palco, quella più ambita dai seguaci più sfegatati dei cantanti. «Ci è sembrato il nome più adatto da assegnare a un luogo che nasce dai fan per i fan», ci spiegano il 55enne Gianni Scognamiglio e la 54enne Paola Jappelli, entrambi napoletani e rispettivamente presidente e fondatrice di Pink Cadillac.

Gianni e Paola seguono Bruce sin dal 1985, anno dello “sbarco” dell’artista in Italia, che si esibì il 21 giugno in un leggendario concerto a San Siro.  «Da allora il Boss ci è entrato nel cuore – ci dicono i due sostenitori  - e abbiamo cominciato a collezionare molti oggetti che lo riguardavano. Ed oggi, a distanza di tanti anni, è nata l’idea di mettere su un vero e proprio “tempio” a lui dedicato, regalando così alla rarità e ai cimeli raccolti da noi e dai nostri 200 iscritti un luogo dove essere accolti e valorizzati».

Oggetti messi a disposizione di tutti gli appassionati che qui potranno ammirare e toccare con mano tutta la bibliografia relativa all'artista, locandine e biglietti di concerti autografati dalla star, rari bootleg in vinile e la prima edizione americana dell’album di esordio di Springsteen. Ci sarà anche un hi-fi grazie al quale poter ascoltare la sua voce. 

Uno spazio di 130 metri quadrati situato in via Severino, nelle vicinanze di piazza Carlo III, che promette quindi di diventare “il” punto d’incontro di tutti i fan italiani di Bruce, seppur ubicato nel Sud Italia, geograficamente "lontano" dai circuiti del rock. «Sì – ammette Gianni – ad esempio solo un quinto dei nostri iscritti proviene dal capoluogo partenopeo, ma è pur vero che in Springsteen scorre sangue campano, essendo il nonno nativo di Vico Equense, paese che gli ha donato anche la cittadinanza onoraria. Il museo non poteva che nascere qui».

Il “covo”, a cui si potrà accedere attraverso una piccola donazione, ospiterà anche due esposizioni permanenti: Like A Vision” e “Italian Magazines Collection”.

«La prima – spiega Paola - è incentrata sul rapporto tra Springsteen e cinema. Basti pensare a film come Gioventù Bruciata, Badlands o Taxi Driver, che hanno influito nella stesura di molti suoi testi o a Philadelphia, di cui ha scritto la pluripremiata colonna sonora. Abbiamo così realizzato una raccolta di circa cento locandine originali inserite in pannelli descrittivi che illustrano la relazione tra il musicista e il grande schermo».

La seconda mostra invece “racconta” il rocker attraverso le numerose riviste che gli hanno dedicato una copertina (nell’immagine), a partire da quelle celebri di Newsweek e Time che celebrarono l’artista nel 1975.

Non resta che partire quindi. L’inaugurazione è fissata per il 27 ottobre, sera in cui l’attore Gennaro Monti leggerà alcune righe dell’autobiografia di Bruce accompagnato dall'esibizione di una tribute band. Chissà che il Boss non decida anche lui di fare un salto tra le vie di Napoli, così da assaporare ancora una volta il grande amore dei suoi fan italiani.
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I commenti (1)
Pink Cadillac Music
''Non è un ''museo''...non abbiamo mai utilizzato questo termine che è assolutamente inappropriato. PIT è uno spazio creato da fans e per i fans''